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Lettera del Presidente

Cari tutti, 150 anni. Di questa caotica, inaffidabile ma splendida nostra Italia. Che proprio negli immediati pressi di Pinerolo ha avuto origine, spunto e sviluppo. Non potevamo festeggiarli meglio, i 150, che con l’apertura del nostro agognato rifugio. Ormai undici anni d’impegno che ci han visti finalmente tagliare la mèta. Lascio a ciascuno di voi giudicare se ne valesse la pena “sposare” questa, a maggior ragione oggi dico sana, pazzia. Mi limito ad ancora ringraziare a nome del sodalizio i tanti che vi hanno prestato opera e impegno e i soci e non soci che hanno quotidianamente sostenuto e accompagnato smontaggio e costruzione. Proprio negli scorsi giorni ho visto, in anteprima (grazie Gian!), il bel filmato che il nostro supersegretario ha composto dacché è iniziata l’avventura canadese, fino all’inaugurazione di poche settimane fa. Vi invito a prenderne visione. Ciò che– in fondo – e la gioia di veder il risultato sempre più vicino. Ora è tempo (anche) d’altro: di rinnovare la programmazione dell’attività sezionale e di “ristrutturare” il corpo sociale, di approfondire e allo stesso momento diffondere la nostra identità, di ampliare la partecipazione alle attività sezionali, aprendole sempre più alla città e ai giovani. Nel contempo, spero che il 2012 possa essere l’anno di svolta per la nascita dell’intesezionale CAI del Pinerolese, dopo l’eccellente esperienza avviata con la scuola unica di alpinismo, sembra impossibile è che con poche forze – ma molti entusiasmo e abnegazione – si sia riusciti a smaltire quell’enorme lavoro, affrontando continui problemi e preoccupazioni, certo, ma con la consapevolezza scialpinismo e arrampicata libera “Valli Pinerolesi”, che s’avvia a spegnere la prima candelina. Come sempre i temi sul tavolo son molti. E noi soci attivi siam pochi e sempre più presi, ciascuno, anche da frotte di altri impegni. Coinvolgetevi, dunque, e coinvolgete di più chi ancora non è socio nella vita sezionale, aprite il CAI all’esterno – ciascuno di noi può, nella sua sfera, farlo e bene! –. Dal canto mio, con tutto il (d’imminente ampliamento) direttivo e con i consueti soci, faremo il possibile per raggiungere le nuove vette che intravediamo per la vita sezionale. E a chi verrà dopo di noi vedremo di lasciare un CAI più consapevole, coeso e ora anche al cospetto del nuovo Melano, innamorato di sé! Excelsior.

Alessandro LAZZARI

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Ultima modifica : 23-Novembre-2011